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Premio Bulloni 2025, l’impegno sociale di Lisa Rietti con don Vender

Premio Bulloni 2025, l’impegno sociale di Lisa Rietti con don Vender

La 91enne ha ricevuto il riconoscimento dell’Ordine degli avvocati che si intreccia con una vita di servizio silenzioso, tenace, profondamente civile

Ha attraversato quasi un secolo con la stessa coerenza con cui ha attraversato la città: in punta di piedi, ma sempre dove serviva. A 91 anni, Lisa Rietti – all’anagrafe Elisabetta – ha ricevuto il premio dell’Ordine degli avvocati, riconoscimento che si intreccia con una vita di servizio silenzioso, tenace, profondamente civile.

La storia

Nata nel 1933, impiegata per 27 anni nell’ufficio commerciale della Feltri Marone, ha vissuto il lavoro come strumento di autonomia e responsabilità, ma è nell’impegno sociale che ha dato forma al suo percorso. Giovanissima, si avvicina a don Giacomo Vender, il curato che ha lasciato un’impronta indelebile nella pastorale bresciana: con lui e con la sorella partecipa all’attività dell’Azione Cattolica e alla vita della corale, in un gruppo segnato da rigore e ideali forti.

Quando don Vender si trasferisce a Urago Mella, Lisa lo segue e ne diventa collaboratrice fidata: contribuisce alla costruzione della chiesa di Santo Spirito, tiene la contabilità della parrocchia, aiuta le famiglie sfrattate a trovare una nuova dignità. Ha raccolto e custodito la memoria di quel sacerdote scomodo e profetico, trasformandola in testimonianza attiva, anche nelle scuole e negli ambienti accademici.

Per vent’anni ha varcato ogni settimana le porte del carcere Nerio Fischione, portando catechesi e ascolto ai detenuti. È stata segretaria diocesana dell’Azione Cattolica, consigliera di circoscrizione e poi in Comune, sempre attenta ai temi sociali.

 

Don Stefano Fontana presenta via dei Bucaneve, 25

Don Stefano Fontana presenta via dei Bucaneve, 25

Martedì 25 novembre ore 19.30, la trasmissione “IN CAMMINO” di TV2000 ospita in diretta don Stefano Fontana (cappellano casa circondariale Nerio Fischione – Brescia) per la presentazione dell’opera giubilare della Diocesi di Brescia Via dei Bucaneve, 25. In collegamento Matteo Faustini, portavoce del progetto Mettere in musica la speranza e curatore della track Il cattivo. Nel corso della puntata, anche il servizio realizzato a Brescia con le interviste a Caterina Vianelli (Vol.Ca. – Volontariato Carcere – OdV Brescia), Katy Gavazzoli (volontaria e percussionista della Kyrie Eleison Band), Francesca Paola Lucrezi (direttore casa circondariale Nerio Fischione – Brescia).

da “La voce del Popolo” 20 novembre 2025 

https://www.lavocedelpopolo.it/eventi/don-stefano-fontana-presenta-via-dei-bucaneve-25

 

Carcere, al Nerio Fischione e a Verziano debutta lo sportello lavoro

Carcere, al Nerio Fischione e a Verziano debutta lo sportello lavoro

Gestito dai Centri per l’Impiego in collaborazione con gli operatori penitenziari e le reti territoriali, il servizio garantirà un accompagnamento personalizzato, favorendo la costruzione di percorsi formativi e occupazionali concreti

Favorire l’inclusione socio-lavorativa come strumento di legalità e reinserimento; implementare lo Sportello Lavoro negli istituti penitenziari e sul territorio, come punto di accesso stabile ai servizi per l’impiego e all’accompagnamento personalizzato; monitorare e valutare in modo continuativo i risultati, per garantire la qualità e l’efficacia degli interventi; promuovere azioni di sensibilizzazione e formazione rivolte alle imprese sui temi dell’inclusione lavorativa delle persone detenute.

Questi gli obiettivi del Protocollo regionale di sperimentazione per l’inserimento socio-lavorativo delle persone in esecuzione penale, promosso da Regione Lombardia in collaborazione con il Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria (PRAP), l’Ufficio Interdistrettuale di Esecuzione Penale Esterna (UIEPE) e Sviluppo Lavoro Italia, nell’ambito di una sperimentazione sostenuta dal Ministero del Lavoro e dal Ministero della Giustizia.

«Dignità e autonomia»

L’accordo è stato presentato oggi, all’UTR di Regione Lombardia a Brescia, dall’assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro Simona Tironi. Presenti, tra gli altri, Maria Milano Franco d’Aragona, provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria; Teresa Mazzotta, direttrice ufficio interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna per la Lombardia; Giovanna Di Rosa, Presidente Corte d’Appello di Brescia.

«Questo progetto – ha dichiarato Simona Tironi, assessore regionale all’Istruzione, Formazione e Lavoro – rappresenta un passo fondamentale verso una politica del lavoro realmente inclusiva, capace di offrire opportunità a chi si trova in una condizione di fragilità. Restituire alle persone detenute la possibilità di formarsi e lavorare significa dare loro una prospettiva di cambiamento reale e duraturo. Il lavoro non è solo un reddito: è dignità, autonomia, libertà

La sperimentazione si svolgerà al carcere Nerio Fischione e alla Casa di Reclusione di Verziano, a Brescia, e alla Casa Circondariale di Bergamo.

Gli Sportelli, gestiti dai Centri per l’Impiego (CPI) in collaborazione con gli operatori penitenziari e le reti territoriali, garantiranno un accompagnamento personalizzato, favorendo la costruzione di percorsi formativi e occupazionali concreti.

La formazione specialistica integrata

Elemento cardine del Protocollo è la formazione specialistica integrata rivolta al personale degli istituti penitenziari, agli operatori degli Uffici di Esecuzione Penale Esterna, agli operatori dei Servizi per il Lavoro e delle reti specialistiche coinvolte.

La formazione, articolata in quattro moduli, affronta temi centrali come: Il lavoro come opportunità di reinserimento e superamento degli stereotipi; amministrazione penitenziaria e impiego dei detenuti; inserimento lavorativo e opportunità per le imprese; istruzione, formazione e transizioni occupazionali.

«Regione Lombardia – spiega Tironi – assume il ruolo di coordinamento e governance complessiva della sperimentazione, garantendo il raccordo istituzionale, il supporto tecnico-normativo e la piena integrazione con le politiche regionali per il lavoro e la formazione.» La sperimentazione, che valorizza esperienze già attive a Milano e Monza Brianza, punta inoltre al coinvolgimento del mondo produttivo lombardo, promuovendo la responsabilità sociale delle imprese.

«Molte aziende lombarde – ha concluso l’assessore Tironi – hanno già dimostrato sensibilità verso questi temi. Con il loro contributo possiamo trasformare una sperimentazione in una buona pratica stabile, capace di restituire fiducia e valore alle persone, rafforzando insieme legalità, lavoro e coesione sociale.» 

Articolo tratto da BSO del 21 ottobre 2025 di seguito il link:

https://www.bresciaoggi.it/territorio-bresciano/brescia/carcere-al-nerio-fischione-e-a-verziano-debutta-lo-sportello-lavoro-1.12825992

Giubileo 2025, Papa Francesco aprirà una Porta Santa nel carcere di Rebibbia

Giubileo 2025, Papa Francesco aprirà una Porta Santa nel carcere di Rebibbia

 29 ottobre 2024 – tratto da   iubilaeum2025

Il 26 dicembre 2024, giorno di Santo Stefano, Papa Francesco aprirà la Porta Santa nel carcere romano di Rebibbia, segnando un momento storico nella storia dei Giubilei ordinari. Questa, infatti, sarà la prima volta in cui, oltre alle Porte Sante che, come abitualmente accade, verranno aperte nelle quattro Basiliche papali romane, se ne aprirà una anche in un penitenziario. L’annuncio è stato dato dal Pro-prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione, S.E. Mons. Rino Fisichella, durante la conferenza stampa del 28 ottobre scorso. Il Pro-prefetto ha sottolineato che Rebibbia, il 26 dicembre, sarà «simbolo di tutte le carceri del mondo».

Il gesto straordinario è stato voluto fortemente dal Santo Padre, che ha sottolineato l’importanza della cura dei detenuti e del loro reinserimento sociale anche nella Bolla d’Indizione del Giubileo 2025, Spes non Confundit. «Nell’Anno giubilare saremo chiamati ad essere segni tangibili di speranza per tanti fratelli e sorelle che vivono in condizioni di disagio. Penso ai detenuti che, privi della libertà, sperimentano ogni giorno, oltre alla durezza della reclusione, il vuoto affettivo, le restrizioni imposte e, in non pochi casi, la mancanza di rispetto. Propongo ai Governi che nell’Anno del Giubileo si assumano iniziative che restituiscano speranza, forme di amnistia o di condono della pena volte ad aiutare le persone a recuperare fiducia in sé stesse e nella società, percorsi di reinserimento nella comunità a cui corrisponda un concreto impegno nell’osservanza delle leggi», ha scritto Papa Francesco. E poi ha aggiunto infine: «Per offrire ai detenuti un segno concreto di vicinanza, io stesso desidero aprire una Porta Santa in un carcere, perché sia per loro un simbolo che invita a guardare all’avvenire con speranza e con rinnovato impegno di vita».

In più, per rispondere alla richiesta del Papa di realizzare «percorsi di reinserimento nella comunità» per i detenuti, Mons. Fisichella ha annunciato anche che lo scorso 11 settembre è stata firmata un’intesa tra la Santa Sede, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio e il Commissario Straordinario per il Giubileo, Roberto Gualtieri, per attuare iniziative di reinserimento dei detenuti attraverso attività di impegno sociale.

L’apertura della Porta Santa a Rebibbia seguirà l’inaugurazione ufficiale del Giubileo, prevista per il 24 dicembre in Piazza San Pietro, dove Papa Francesco prima presiederà la Celebrazione Eucaristica alle 19 e, a seguire, il rito dell’Apertura della Porta Santa di San Pietro. In quella occasione un breve concerto di campane annuncerà il solenne momento, celebrando l’inizio di un anno di grazia per il mondo.

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TESTIMONIANZA DI VOLONTARI

TESTIMONIANZA DI VOLONTARI

Un “Gruppo Lettura” a Verziano (Testimonianza di volontari: Oscar con Grazia e Giancarlo)

Poco più poco meno di un mese fa con Grazia e Giancarlo mi sono ritrovato ad iniziare la mia esperienza nella Casa di Reclusione, maschile e femminile, di Brescia (“Verziano”).

Settimanalmente attraversiamo quei cancelli e quelle porte, con un libro in mano. Sì, un libro, che altro non è che un buon pretesto per incontrare donne e uomini che per una serie di circostanze, che non spetta certo a noi giudicare, si trovano dall’altra parte.

La lettura è una buona occasione per aprire piano piano ad un dialogo, consapevoli che le persone detenute, ciascuna a modo proprio, hanno e sentono il bisogno di aprirsi, di relazionarsi, di avere nuovi rapporti.

Parola dopo parola, riga dopo riga, pagina dopo pagina, portano ad un commento, ad un sorriso, ad una “piccola ma grande” confidenza. Così, incontro dopo incontro, noi e loro condividiamo un momento della nostra vita e del nostro essere.

“Ero carcerato e siete venuti a visitarmi” (Mt 25,36). Questo in un tempo in cui il virtuale si sovrappone giorno dopo giorno sempre più al reale fino a soppiantarlo.

Con Grazia e Giancarlo ci sentiamo di ringraziare, anche attraverso queste poche righe, l’associazione Vol. Ca. per averci dato questa opportunità, consapevoli di realizzare in questo modo “la fatica della carità”, cercando così di vivere concretamente una delle sette opere di misericordia: “visitare i carcerati”.

Oscar